Y-MEN(and Women) – 1

Non l’ho mai nascosto, e mai lo nasconderò. Sono un grande, grandissimo fan del Dott. Manhattan e del suo Antro Atomico, delle sue rubriche, e dei suoi millemila progetti. Ammiro la sua incrollabile “forza” nel riuscire a gestire il lavoro, la famiglia e le sue passioni che, volendo contarle, non sono poche. Io faccio fatica con un lavoro, una fidanzata e 2-3 hobby del cacchio. In verità alcuni articoli li salto eh (tipo quelli sui telefilm, che non mi interessano), in linea con lo spirito di <<faccioquelchemiparesepiaceancheavoimeglio>> che permea il blog e tutti i suoi satelliti.

E così il doc ha messo in piedi questa serie (web) Comic, “Icon 1 e la squadra Alpha”, chiamando a rapporto anche gli antristi che hanno voglia di cimentarsi con testi, disegni o entrambi (http://docmanhattan.blogspot.it/2015/01/icon-1-4-dietro-le-quinte.html). Tutto molto bello, gratis e socialmente utile.

Ora io non è che abbia tutta sta grande verve narrativa, ed a disegnare sono una schiappa, per cui mi sono permesso, in preda alla noia, di fare quattro schizzi umoristici con Paint e di fare finta che siano collegati a Icon 1 (etc.), quando in realtà non lo sono. La schifezza che leggerete più sotto l’ho anche mandata via twittah al doc, che ha commentato con un “LOL”, e sta bene così. Anche perché poteva denunciarmi per violazione di copyright. Grazie doc !

y-men1

Fumetteria: Gennaio/Febbraio 2015

Prende il via una nuova rubrica, forse l’unico appuntamento fisso che terrò su questo blog (sempre se terrò il blog), ovvero quello relativo ai miei acquisti in fumetteria. Pure per farvi capire i miei gusti, ammesso che vi interessi qualcosa.

Ah, ovviamente non ci saranno recensioni se non qualche parere sparso, anche perché inevitabilmente non leggo sempre subito quello che acquisto. Le recensioni di serie o volumi unici o altro avranno dei post dedicati.

Questa volta recuperiamo un po’ di acquisti che per forza di cose non vi ho mostrato non avendo ancora creato il blog.

23 Gennaio

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Highway to Hell vol.1-2 (Panini): me l’ero persa. Io, che sono un superfan di Francesco “Matt” Mattina e che tipo devo contenere atti impuri quando vedo il suo War Machine, mi ero perso una serie dove non solo si occupa delle cover, ma anche dei disegni dei flashback. Perciò ho chiesto perdono alla divinità dei fumetti ed ho recuperato i primi due numeri. E tra l’altro, amo le storie di serial killer et similia. Senza spoiler, la storia è piacevole, i disegni anche, ma non ho apprezzato la “svolta” del secondo volume. Avrei preferito una base più concreta, come si si prospettava nel primo numero. Ma è comunque una lettura pregevole e di alto livello per il panorama italiano.

Biorg Trinity vol.2 (Panini): la nuova storia super ingarbugliata di Oh!Great, di cui ho praticamente tutto quello uscito in Italia (si, anche i zozzi). Air Gear per esempio, è uno dei miei manga preferiti nonostante la supersfanculizzazione della trama, che passa da <<assetto battaglie underground con teppisti>> a <<guerra mondiale con Barack Obama tra i protagonisti>> (è vero !!!). Questa volta Ogure si è servito di un altro tizio che gli scrive la trama e speriamo serva: il primo numero, bizzarro, pop e surreale quanto basta, mi  ha fatto una buona impressione. Devo leggere ancora il secondo.

29 Gennaio

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La fiera degli shonen…
-l’albo speciale Sorcerer di Fairy Tail (Star Comics) in allegato al vol.23 (i cui primi 40 numeri saranno recensiti a breve);
One Piece 74 (Star Comics), che prosegue la saga di Dressrosa con il Colosseo, la Corrida, Gerry Scotti e Do Flamingo;
The Seven Deadly Sins 6 (Star Comics), il mio shonen preferito del momento insieme a Toriko;
L’Attacco dei Giganti 14 (Panini), l’unico manga di cui non ricordo nulla di quello successo al volume precedente, cosa che non mi capita con nessun altro manga anche se letto a distanza di anni.

18 Febbraio (ieri)

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Memorie a 8 Bit (Tunuè): mi sono innamorato ed ho deciso di comprare questo fumetto/libro/novel di Sergio Algozzino quando ho visto gli argomenti trattati ed una vignetta riguardante la mitica console Commodore 64. Ho fatto lo sborone su twitter importunando Alessandro “DocManhattan” Apreda e volendogli segnalare questo volume, pensando di fare la scoperta del secolo. Grande figuradimmè quando ho scoperto che il Doc non solo conosceva il titolo, ma ne aveva anche scritto la prefazione. Non l’ho letto ancora, ma sicuramente sarà stupendo. Ah, ed ovviamente ho in ordine anche “Per il potere di Greyskull”, il libro scritto dal Doc #matricolantrista

Silver Spoon vol.12 (Panini): dopo Genshiken – Otaku Club, amato alla follia, il mio ritorno agli shonen/slice of life. Manga veramente ben fatto, personaggi, anche quelli secondari, che fuoriescono dalle pagine di carta. Ottimi disegni e soprattutto tante notizie utili sulle scienze agrarie, che male non fanno #mavaiazappare

L’Uomo Ragno vol.416 (Panini): il mio fumettaro ieri mi fa: “ehi, è arrivato per te UR 416”. Ed io “ehhhhhhhh ? e chi te l’ha chiesto ?”. A parte qualche sporadico 100% Marvel su Carnage e Clayton Crain e qualcosa di Madureira, non colleziono Marvel. Poi, appunto, mi è venuto in mente che in UR 415-416 c’è ma miniserie disegnata dal mitico Crain intitolata “Venom vs Carnage”. Amo Clayton Crain dai tempi di The Curse of Spawn, e prima o poi recupererò anche Carnage Faida di Famiglia che è super esaurito e deve aspettare qualche film per essere ristampato, ed i volumi di X-Force.

Bene, stavolta è tutto, alla prossima !

San Valentain duemilaquindici

Piano piano l’operazione di indirizzare o almeno far capire alla mia ragazza che, fondamentalmente, si è scelta un tizio un po’ nerd, sta avendo i suoi frutti. E su quel “un po’” si potrebbe anche discutere non poco.

Tipo il sabato sera nel pub quando, alla vista di un bambinetto che andava a giocare nella “sala giochi” annessa (oddio, sala giochi…un enorme stanzone con biliardino, quel coso visto in qualche bowling con le corse dei cavalli ed un paio di cabinati di cui uno con playstation incorporata) ho iniziato a fare il nostalgico e le ho descritto di come passassi i miei sabati sera almeno 15-20 anni fa (nelle VERE sale giochi) e di quali giochi mi piacessero. E la discussione è anche andata avanti piacevolmente, scoprendo che a lei piacevano i giochi di guida con i cabinati dedicati (quelli con il volante, per capirci, alla Sega Rally o Cruis’n’World).

Oppure tipo di quando l’ho portata in fumetteria (libreria) con la scusa di comprarle un libro e le ho detto “guarda, se vuoi farmi un regalo, regalami uno di sti cosi qui” indicando il reparto manga.

Dicevamo che, quindi, mi sono stupito e rallegrato quando, scartando i regali di San Valentino, dopo i cioccolatini di rito, la cornice a forma di cuore, etc. ho trovato anche sti cosi qui:

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E, caspita, sono stato contento. Del perché mi piaccia Naruto e non l’avessi ancora preso, nonostante collezioni ed ho collezionato i battle shonen più classici (One Piece, Toriko, Nanatsu no Taizai, Fairy Tail, Bleach solo per citarne alcuni in corso), se ne parlerà in un’altra dedicata sede.

Mo auguriamoci solo che, a San Valentino duemilasedici, potrò scrivere su questo blog che la STESSA ragazza mi ha regalato i numeri 71 e 72 di Naruto…

Black Wing di Sentinel (prototipo)

Le action figures, i modellini, gashapon et similia sono forse la passione più primordiale che mi è rimasta, residuo ancestrale della mia infanzia passata a far picchiare Exogini, Tartarughe Ninja, Transformers, etc. Attualmente non sono un collezionista “maniaco” di modellini, ma ho la mia discreta mensoletta di personaggi vari tratti soprattutto da manga.

Comunque parliamo dell’oggetto di questo breve post, ovvero la linea METAMOR FORCE della Sentinel, che ha prodotto quattro modellini “cioètipotroppofighi” che uniscono i robottoni classici ad elevati picchi di tamarragine, permettendo la trasformazione in animali preistorici. I soggetti in questione sono Getter 1, 2 e 3 e Black Getter. Ovviamente sapete chi sono perchè altrimenti mi incazzo sul serio. Potete visionarli qui: http://sen-ti-nel.co.jp/product-about/product-metamor.html

Forse un giorno mi comprerò il Black Getter ma, prima di quello, probabilmente userò soldi guadagnati duramente lavorando nell’acquistare questo modello, ovvero il BLACK WING della serie Dancouga. A me non è che piaccia moltissimo l’originale, ma sta versione tamarra mi fa impazzire, anche se è solo un prototipo
ZZblack wing sentinel

(si ringrazia itakon.it per l’immagine)

Cannibal Holocaust

L’altro giorno si parlava con un amico del cinema. Le solite frasi fatte, che il cinema di oggi non è come il cinema di XXXX (inserire data a seconda del grado di anticonformismo che si vuole raggiungere) e che prima si avevano idee originali, e che ora è tutta roba scopiazzata. Mavabè…Comunque non so come, quando e perchè, ma il discorso è finito sull’horror, genere che non ho mai gradito in quanto facilmente impressionabile, e da li al film The Blair Witch Project (che però ho visto). Quindi si discuteva sull’espediente “tratto da una storia vera” che ormai pare di moda, e su uno dei precursori del genere, ovvero Ruggero Deodato con il suo Cannibal  Holocaust.

Ho sentito parlare una marea di volte di Cannibal Holocaust (da ora in poi CH), ma non mi ero mai azzardato a vederlo, perché figurati se mi mettevo a vedere un film di cannibali con sventramenti e squartamenti. Però, non era la prima volta che si parlava di CH e non era la prima volta che su internet mi imbattevo in articoli, recensioni, richiami. Un film che è arrivato al punto da far accusare il proprio regista dell’uccisione degli attori, che ha creato scalpore e che, a distanza di 30 anni, fa parlare ancora di se.

Così ho deglutito ed ho esclamato la pericolosa frase: “ehi, perché non mi presti il dvd ?”. E DVD fu.

Mi sono seduto sul divano, ho messo il disco, ed ho visto il film. Ho visto anche una sorta di extra di circa un’ora. Devo dire che, nel vederlo, ero quasi avvolto da una sorta di timore reverenziale nei confronti del film, quasi come se vai a cena con una tipa alla mano, bella e che ti sta anche simpatica, ma ti hanno detto che ha mangiato il suo ex ragazzo. Ma alla fine si, posso dire anch’io di aver visto CH (nella declamata versione senza censura, spero) e ne posso parlare con cognizione di causa, e questa cosa mi affascina sempre.

Ma quindi, com’è ?

Ok, io non sono un critico di cinema, e non mi è mai piaciuto vedere chissà quali messaggi retorici o di grande rilievo morale in opere di intrattenimento. Si è parlato del messaggio di CH in termini di rispondere alla domanda “chi sono i veri cannibali ?”: i selvaggi dell’Amazzonia o i reporter pronti a tutto per l’oscar ? Ma questo non è un messaggio nascosto nel film, è palese ed è anche parte del canovaccio narrativo. Non è che bisogna elaborare il film di Deodato per ricevere il messaggio, ma è tutto messo in bella mostra, e senza questa dicotomia tra umani civilizzati e non, il film sarebbe stato solo un racconto di 4 tizi che vanno a fare un reportage, si comportano bene, ma vengono divorati. E dove sarebbe stato il bello ?

Quindi, forse, e dico forse, la vera chiave di lettura di CH deriva da un commento di Barbareschi, ovvero che secondo lui Deodato voleva solo fare un film spettacolare. E secondo me, dico sul serio, c’è riuscito alla grande. Innanzitutto l’espediente della “storia vera”, le vere uccisioni di animali, il contratto di sparizione degli attori, la scritta finale a fine film: non bisogna cadere nell’errore di giudicare CH con gli occhi di uno che lo visiona nel 2015, quando video ancora più brutali sono alla mercé di tutti ovunque, il “tratto da una storia vera” è un cliché ormai abusato, e la violenza di CH (animali a parte) fa anche sorridere. Nel 1980 CH, deve aver fatto il suo sporco mestiere: stupire, e dare un bel pugno allo stomaco a tutti. Cioè ora farebbe scalpore un giudice che accusa un regista di aver impalato sul serio un’attrice, ma al contrario solo perché sarebbe un po’ da scemi.

Ho molto apprezzato anche la struttura del film, diviso in due parti, di meno la violenza sugli animali, che sicuramente è stata un espediente per rendere il film più realistico, ma sinceramente si potevano usare altri mezzi.

Bene, io ho finito. Non penso che guarderò altri Cannibal Movies, perché non è un genere che mi interessa: ci sarebbe Cannibal Ferox di Lenzi, che pure dicono abbia fatto scalpore, ma avendo visionato il capostipite, non ho bisogno di guardare i cloni, riusciti o meno riusciti che siano.

Gnam !

niogio

Nel 2012, Giugno se non erro, io ed altri tre compari d’avventura ci recammo in quel di Roma per assistere ad un evento, tenuto da alcuni pezzi pesanti, circa la SNK ed il NEOGEO. Fu una giornata interessante, facemmo anche un torneo di Samurai Spirits 2 (persi al secondo turno). Ecco, ieri mi hanno linkato il video della conferenza (che non posto in quanto tenuto privato dall’uploader), e m’è venuta la nostalgia. Soprattutto quando il relatore (Gualtiero “Shito” Cannarsi) ha parlato del NeoGeo ai tempi in cui noi ragazzini, appassionati ma non esperti, lo chiamavamo “nEogEo”. E non “nIogIo”.

Siamo cresciuti ora, sappiamo pronunciare bene i termini inglesi, le conversioni per console sono più potenti delle versioni arcade e fondamentalmente non compriamo le copie fisiche dei videogiochi ma solo copie digitali, i DLC, versioni “1.13.1.beta.0.2015”.

Ma non mi va di stare ad aprire una diatriba tra l’industria dei videogiochi ORA e quella di TOT anni fa…che senso avrebbe ?

“Uh, nella preistoria c’erano i dinosauri, ora non ci sono più. Peccato, a me i dinosauri piacevano”

Sticazzi, ogni epoca ha il mercato dei videogiochi che meglio si adatta ai portafogli dei clienti (quasi sempre eh).

Per ME i videogiochi hanno raggiunto la loro golden age quando c’erano le sale giochi. E sinceramente non mi va, nemmeno qui, di stare a ripetere che bla bla bla, sono scomparse, bla bla bla, solo le slot machines sono rimaste, etc. Lo so. Lo sappiamo tutti. Ed è inevitabile. Ma possiamo ricordare con piacere quei momenti.

Io quel periodo d’oro, poi, lo divido a sua volta in quattro grandi categorie, tutte assolutamente personali.

-pre Street Fighter II

-Street Fighter II e cloni

-NEOGEO

-morte

E, per l’appunto, il periodo NEOGEO me lo ricordo molto con piacere. I giochi SNK/NEOGEO erano distribuiti abbastanza bene nelle sale/bar della mia isoletta. Ricordo ancora la scoperta di World Heroes 2 al bar sport. Quello che invece non ricordo bene è se fu più fulminante la scoperta di WH2 o quando scoprii la differenza tra maschio e femmina. Cioè, c’era il pirata che lanciava “squali e galeoni energetici”…SCANSATEVI TUTTI ! Street Fighter II era diventato più tamarro. Che figata.

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Per me il NEOGEO era un mondo colorato, i giochi erano per lo più picchiaduro e giochi sportivi, quelli che piacevano a me. C’erano però anche i platform, Top Hunter, Metal Slug e tutta una serie puzzle game fantastici (tipo Puzzle Bobble, il gioco più giocato dalle ragazze insieme al “serpentone”). Nel periodo finale del NEOGEO, almeno qui da me, le sale giochi già stavano cominciando a chiudere e quindi i giochi da portare si sceglievano bene. Però abbiamo resistito fino a King Of Fighters 2002.

Poi il NULLA.

E dopo il NULLA, le slot machines.